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Sole, asciugamani e una proposta politica che torna a farsi concreta: al Mare Libero Day a Mappatella Beach Roberto Borrelli ha rilanciato l’idea che le spiagge siano di tutti, gratuite e sotto la gestione dei Comuni. Un messaggio che parla di accessibilità ma apre immediatamente una partita concreta sulla gestione dell’estate napoletana.

Il rilancio ha un ritmo politico e un obiettivo chiarissimo: riaprire il dibattito su come regolamentare gli spazi costieri per garantire maggiore fruibilità a chi vive la città. L’ipotesi è semplice sulla carta — togliere la barriera economica all’accesso e restituire controllo agli enti locali — ma implica scelte operative che ricadranno sull’organizzazione della balneazione, degli eventi sportivi in riva al mare e delle attività ricreative che animano Napoli d’estate.

Qui entra la questione pratica: pulizia, raccolta rifiuti, servizi igienici, vigilanza, salvataggio e orari. Se le spiagge diventassero gratuite con gestione comunale, qualcuno dovrà mettere mano al portafogli per garantire la sicurezza e l’igiene quotidiana, oltre a stabilire regole per gli operatori sportivi (beach volley, kayak, scuole di nuoto) che sfruttano gli stessi spazi. La capacità amministrativa dei municipi, la disponibilità di risorse e la gestione delle eventuali entrate alternative saranno decisivi per non trasformare il passo avanti in caos stagionale.

Altro punto spinoso è il rapporto con le concessioni demaniali già esistenti: stabilimenti privati, bar e lidi attrezzati potrebbero vedersi toccati dal nuovo assetto, con contenziosi o la necessità di modelli misti di gestione. Napoli non è una costa omogenea: piccole insenature come Mappatella convivono con lunghe spiagge chiuse da imprese. Rendere l’accesso più equo richiederà coordinamento intercomunale, soluzioni amministrative rapide e, probabilmente, qualche compromesso tra pubblico e privato.

La proposta rilanciata al Mare Libero Day segna l’inizio di una stagione di confronto pratico, non solo retorico. Nei prossimi giorni partirà la conta degli ostacoli tecnici e politici: le decisioni prese ora determineranno quanto sarà accessibile e sicura la prossima estate napoletana, nonché la capacità della città di ospitare sport e eventi sul litorale senza penalizzare residenti o operatori. Per ora, il messaggio è arrivato forte sulla sabbia di Mappatella: la spiaggia è di chi la vive, ma resta da decidere chi la gestisce e come.