Caivano, Bronx e palloni: la stagione della resilienza sportiva di Vivi Napoli
Angolo: La guerra per il controllo del territorio a Caivano non si combatte solo con le minacce, ma anche con l’artiglieria pesante. Al centro dell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia c’è il famigerato clan del Bronx, una roccaforte dello spaccio che risponde direttamente agli ordini di un boss detenuto.
Caivano, tra palazzi e campi: la guerra del Bronx non resta fuori dalle porte di casa, ma entra nei campi da gioco. Vivi Napoli racconta come lo sport tiene in piedi la comunità.
Da Caivano emergono segnali di una nuova fase: un clan noto come Bronx, definito una roccaforte dello spaccio, sarebbe collegato agli ordini di un boss detenuto e al centro di un’ampia indagine della Direzione Distrettuale Antimafia. In quel contesto, le fonti investigative descrivono canali di approvvigionamento, contatti con altri quartieri della regione e una rete di protezione che si estende oltre i vicoli stretti. La minaccia non è solo una questione di codice e minacce verbali: vi è anche una logica di controllo dell’accesso agli spazi pubblici, compresi parchi e strutture sportive, dove i giovani cercano di costruire un futuro diverso.
La realtà sportiva della zona ha reagito trasformando spazi condivisi in luoghi di sicurezza e crescita. I gestori delle palestre di quartiere, gli allenatori e i volontari hanno organizzato settimane di sport inclusivo, allenamenti serali, partite amichevoli e percorsi di educazione civica che rafforzano senso di comunità e responsabilità. Alcune società hanno attivato protocolli di sicurezza, reti di sorveglianza leggera tra genitori e staff e collaborazioni con le istituzioni per garantire orari di accesso e trasporti notturni sicuri. In questo contesto, ragazzi di diverse età hanno trovato nel calcio, nel basket o nella boxe una via d’uscita dall’indifferenza di strada.
Tra le testimonianze concrete c’è quella di un giovane atleta di una squadra di quartiere, che racconta come lo sport gli dia un punto di riferimento e una prospettiva reale rispetto alle sirene e alle tensioni della strada. Progetti simili mirano a offrire alternative al coinvolgimento in attività illegali e a rafforzare i legami tra famiglie, allenatori e istituzioni, costruendo una rete di sostegno che trascende la vittoria sul campo per toccare la vita quotidiana delle persone.
La Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli ha disposto 34 misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta sul clan Angelino, noto come Bronx: 23 indagati sono in carcere, i restanti sono agli arresti domiciliari o liberi e soggetti a misure di sorveglianza. Contestualmente, sono stati sequestrati circa 3,2 milioni di euro in contanti e 11 Rolex, nascosti in casa di Carmela Maugeri, moglie di Roberto Maugeri: i beni sono stati riversati al fondo unico di giustizia.
Secondo il pentito Domenico Bervicato, la leadership post-arresti sarebbe transitata a Roberto Alfio Maugeri, che avrebbe assunto il ruolo di reggente dell’impero degli stupefacenti Caivano, con Tibiuccio Antonio Angelino ancora presente come figura di vertice detenuta.
La confessione di Maugeri sull’uso e la manutenzione delle armi risale al 6 febbraio 2024 ed è stata riportata nei verbali disponibili alle cronache giudiziarie, descrivendo l’uso di kalashnikov e pistole.
Il 23 settembre 2026, fonti giornalistiche hanno riferito che Tibiuccio Angelino percepiva circa 25.000 euro al mese per mantenere aperte le piazze di spaccio.
Cambiamenti operativi: leadership: Tibiuccio Angelino è stato sostituito da Roberto Alfio Maugeri come reggente, a seguito degli arresti di Zambella e Alessandro Maugeri. Le piazze di spaccio si sarebbero spostate dal Parco Verde alle palazzine di via Atellana, nel Bronx, per ragioni legate alle pressioni investigative. Si conferma l’esistenza di pagamenti mensili a Tibiuccio per la gestione delle piazze.
Correzioni: Inizialmente la leadership operativa era attribuita principalmente a Tibiuccio Angelino; fonti successive indicano Maugeri come reggente dopo gli arresti, con Tibiuccio ancora presente come figura di vertice ma detenuto.
Sviluppi:
- 23 settembre 2026: Tibiuccio Angelino percepiva circa 25.000 euro al mese per tenere aperte le piazze di spaccio.
- 22 settembre 2026: scoperta di 3,2 milioni di euro in contanti e 11 Rolex in casa di un indagato; dichiarazioni di pentiti sulle dinamiche interne (Repubblica Napoli).
- 22 settembre 2026: dichiarazioni del pentito Domenico Bervicato sull’innesto di Maugeri al vertice dopo gli arresti.
- 24 settembre 2026: pubblicazione della confessione di Maugeri: “Ho fatto le mani nere, ho pulito i Kalashnikov” (Cronache della Campania).
- 21-23 settembre 2026: ulteriori articoli descrivono estorsioni, controllo delle piazze e la struttura gerarchica del clan Angelino (Cronache della Campania).
Nonostante l’emergere di queste dinamiche criminali, Vivi Napoli continua a raccontare come lo sport, con allenamenti, partite e percorsi di educazione civica, resta spazio di appartenenza per i giovani e strumento di coesione sociale. Le autorità hanno annunciato ulteriori misure di sicurezza e controlli, e la comunità resta impegnata a sostenere i propri ragazzi.
