Capodichino non è più solo un aeroporto: è una scommessa da oltre 250 milioni entro il 2035, pensata per trasformarlo in un ecosistema sportivo capace di legare aeroporto, quartieri e impianti, con Napoli al centro. Il progetto trova oggi una cornice ufficiale nel Masterplan 2035 presentato il 14 settembre 2026 dall’Aeroporto di Napoli/GESAC e dalla Regione Campania; l’ENAC ha espresso nei mesi successivi la propria approvazione, avvenuta nell’agosto 2026.
Non si tratta di erigere un’isola dell’agonismo, bensì di intrecciare Capodichino con i quartieri circostanti, con impianti esistenti e nuove strutture pensate per eventi di varia natura. Il piano prevede circa 170.000 mq di nuove aree destinate allo sviluppo e alla riqualificazione dell’aeroporto, un nuovo terminal extra-Schengen di circa 15.000 mq, nuove piazzole per aeromobili e area cargo-logistica, oltre all’interramento di Viale Maddalena e al potenziamento della viabilità circostante. Il progetto contempla anche spazi verdi e percorsi ciclopedonali per integrare aeroporto e quartiere, favorendo una mappa di uso pubblico in cui tifosi, famiglie e visitatori si incontrano lungo itinerari condivisi.
La governance sarà cruciale: un comitato di progetto che includa il Comune e l’assessorato allo sport, i quartieri interessati, le associazioni sportive, i gestori di impianti e una rete di soggetti turistici e culturali. Saranno adottati un modello di bilancio sociale, indicatori di impatto e open data per garantire trasparenza, evitare favoritismi e assicurare che ogni euro pesi sull’intero tessuto urbano.
La ricaduta sul tessuto economico e sociale potrebbe essere significativa ma non automatica: solo se accompagnata da politiche di accessibilità, mobilità sostenibile e formazione. L’investimento potrebbe creare opportunità di lavoro, nuove occasioni per i giovani e facilitare l’aggregazione e l’ospitalità per eventi internazionali, trasformando Capodichino in un nodo di rigenerazione che collega aeroporto, strutture sportive, ricettività e commercio locale.
In chiave di prospettiva, Napoli ha bisogno di progetti che trasformino la promessa in quotidianità: tempi certi, qualità disponibili e controlli chiari. Se Capodichino diventerà custode di una visione condivisa, potrà essere non solo una porta d’ingresso, ma un motore di rigenerazione. Uno degli elementi chiave sarà la connessione diretta con la Stazione Centrale tramite una nuova stazione della Metropolitana Linea 6 e l’evoluzione della mobilità urbana che sostenga la crescita prevista fino a circa 17,3 milioni di passeggeri l’anno entro il 2035.
