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A Napoli, il Race Village sul Lungomare Caracciolo non è più una semplice passerella di sport: è diventato un laboratorio di governance operativa in funzione della Louis Vuitton America’s Cup 2026. Tra tifosi, sponsor e casette di legno si intrecciano storie di quartiere, dimostrando che dentro questa infrastruttura temporanea può nascere qualcosa di duratura: una bussola per far convivere ambizioni sportive e stile di vita quotidiano, con un quadro di coordinamento tra pubblico, privato e comunità.

Il Race Village è diventato un laboratorio di governance operativa per LVAC 2026, non un semplice raduno di atleti. Si lavora su protocolli concreti: orari di accesso, gestione dei flussi pedonali, trattamento dei rifiuti, misure di sicurezza, e chi interverrà in quali fasi di carico e scarico. C’è un tavolo permanente che mette insieme Comune, associazioni di categoria, commercianti e rappresentanti dei residenti. Si esaminano criticità, si modulano soluzioni, e si trasferiscono quelle pratiche nelle strade che accolgono davvero la città, non solo la cerimonia di chiusura.

Questo metodo ha una ricaduta reale sul tessuto urbano e sulla fiducia civica. Quando i protocolli nascono dal dialogo, i quartieri non si sentono ostacoli a una festa, ma co-protagonisti della scena. Il Race Village diventa laboratorio di fiducia: i residenti riconoscono che le regole non emergono per imposizione, ma per consenso condiviso; i commercianti percepiscono che l’evento migliora la vivibilità e non la congestiona; gli operatori pubblici capiscono che la velocità di decisione non è sfrontatezza, ma una guida chiara. Noi di Vivi Napoli lo chiamiamo un laboratorio di fiducia, capace di trasformare un’infrastruttura in una leva di sviluppo locale.

Non mancano però i rischi: se l’infrastruttura resta isolata dal tessuto sociale, rischia di diventare fredda scenografia invece di motore di opportunità. La vera sfida è costruire continuità: poter applicare protocolli di successo anche a eventi futuri, replicare buone pratiche, coinvolgere nuove realtà. È qui che la governance del Race Village si gioca: non in una singola disciplina sportiva, ma nel riconoscere che ogni strada, ogni negozio, ogni casa è parte di una rete. E allora Napoli può passare dalla tentazione di una vetrina sportiva a una città che respira, respira insieme.

Se questa Napoli vuole crescere davvero, occorre conservare Race Village come piattaforma permanente di dialogo e sperimentazione, non come installazione estemporanea. È una chance per dimostrare che sport e vita quotidiana possono coesistere con regole condivise, attenzione ai quartieri, e una logica di sviluppo che va oltre la settimana di gara. Per Vivi Napoli è la lezione più preziosa: la città cresce quando un’infrastruttura diventa un luogo dove si decide insieme, ogni giorno.

Il programma ufficiale attribuito al LVAC 2026 prevede: apertura ufficiale del Race Village il 24 settembre 2026, definizione del piano sicurezza/traffico e presenza di stand istituzionali e aziende; prove ufficiali (practice) dal 23 al 25 settembre; regate della fleet dal 24 al 27 settembre. Le misure di sicurezza e la regolamentazione della circolazione resteranno attive dal 24 settembre al 5 ottobre 2026, con detettori di metallo, telecamere e varchi controllati.

All’interno del Race Village si lavora con partner istituzionali e di progetto tra ACE Italy S.r.l., Sport e Salute S.p.A. e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio (ARBA). I tavoli di governance coinvolgono Comune, associazioni di categoria, commercianti e residenti, per coordinare protocolli e monitorare l’evoluzione della convivenza tra evento sportivo e vita di quartiere.

Il programma prevede anche momenti di rigenerazione urbana e attività sul Main Stage: talk sul tema risorsa mare con studenti degli istituti nautici il 26 settembre 2026, e concerti sul Main Stage dopo le premiazioni, come parte di un percorso di intrattenimento e trasformazione del luogo in spazi di partecipazione civica.