Capodichino cambia marcia: l’aeroporto napoletano sta diventando un hub sportivo-turistico, ma la vera partita è la governance trasparente e le metriche pubbliche che misurano l’impatto su Napoli, non la suggestione di servizi miracolosi.
Il Masterplan 2035, presentato a settembre 2026, prevede investimenti superiori a 250 milioni di euro entro il 2035, con una ripartizione di circa 230 milioni di capitale privato gestito da Gesac e circa 22 milioni di risorse della Regione per viabilità; l’intero intervento comprende anche l’area di sviluppo urbano circostante. ENAC ha approvato il Masterplan nell’agosto 2026.
La novità cruciale è la governance: una cornice di rendicontazione pubblica che descriva costi reali, avanzamenti, efficienza energetica, occupazione e flussi turistici generati. Le metriche saranno pubbliche, accessibili e confrontabili, figlie di un modello che deve rendere visibile ai cittadini quanto vale ogni euro investito e quanto cresce l’indotto sportivo. È una responsabilità che istituzioni, enti pubblici e soggetti privati hanno il dovere di assumersi insieme, senza promesse grandiose ma con dati verificabili.
Questo schema non è solo contabilità: è una promessa di rigenerazione. Capodichino non è più solo un punto di transito, ma un laboratorio urbano in cui talenti locali, giovani atleti, aziende del territorio, tifoserie e visitatori si incontrano. Le strutture sportive attiveranno circuiti di formazione, eventi di livello e occasioni di business per ristoratori, albergatori, agenzie di viaggio e startup tecnologiche che costruiscono servizi legati al turismo sportivo. In questa cornice, Capodichino 2035 viene descritto come hub di prossimità che integra sport, turismo e mobilità nei quartieri, con strutture sportive di quartiere e percorsi pedonali e ciclabili che collegano aeroporto, quartieri e rete metropolitana.
La sinergia con l’offerta di Napoli diventa un valore pubblico: più eventi, più presenze, più opportunità per chi vive qui. Se la trasparenza diventa bussola, Napoli non sarà inghiottita da promesse cromate. La strada è impegnativa: controllo pubblico costante, percorsi di rendicontazione chiari, appuntamenti pubblici per verificare progressi e criticità. Vivi Napoli guarda a questo capitolo come a una chance reale di accelerare una rigenerazione condivisa: sport, turismo e imprese possono crescere insieme, restituendo alla città una vivacità che non è solo spettacolo ma requisito di una comunità competitiva.
