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Un blitz sul mare di Palinuro ha chiuso un capitolo di abusivismo: 8mila metri quadrati di camping sequestrato dai carabinieri, bungalow irregolari e una porzione di spiaggia occupata.

L’intervento, disposto dalla procura, mira a tutelare l’accesso pubblico e a impedire violazioni di norme urbanistiche ed ambientali, nel contesto di una costa che rappresenta una delle linee di forza del turismo cilentano.

Secondo quanto emerso, l’area è stata realizzata senza autorizzazioni; strutture e bungalow erano stati posizionati lungo la costa senza procedure regolari, occupando porzioni di arenile e ostacolando la fruizione pubblica.

L’operazione ha visto l’intervento di forze dell’ordine e magistratura; in zona la presenza di una grande struttura ha generato contenziosi e preoccupazioni per la gestione sostenibile della fascia costiera.

I residenti e le associazioni ambientali chiedono regole certe per il litorale: serve una cornice normativa chiara per bilanciare domanda turistica e tutela delle spiagge pubbliche, senza penalizzare gli operatori legittimi.

Per Vivi Napoli, la notizia porta a riflettere su come la gestione del litorale campano incida sul carattere identitario della regione: turismo, ambiente e legalità non possono essere contrapposti, soprattutto in aree di grande richiamo come il Cilento.

Il fronte giudiziario potrebbe aprire una serie di sviluppi: sarà verificata l’autorizzazione, si valuteranno responsabilità e misure di ripristino, con possibili provvedimenti di bonifica e nuove procedure di controllo sull’uso del suolo costiero.