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A Posillipo, tra grotte e onde che guardano al mare, è emersa una scena che mette a tema sport e gestione del territorio: cantieri nautici abusivi sequestrati, circa 200 natanti e 8 denunce.

Questo non è solo un fatto di illegalità: è la fotografia di una governance marina insufficiente, dove l’accesso agli spazi acquatici e la programmazione degli eventi sportivi si intrecciano tra autorizzazioni mancanti, sottrazione di spazi pubblici e interessi privati che coltivano improvvisazione. Il mare, a Napoli, è una risorsa civile, non un fondale su cui fare mercanzia privata.

Il peso delle azioni di questa settimana va oltre le barche sequestrate: è una gamma di segnali, una traccia di come la regia urbanistica e ambientale debba essere integrata per consentire alle realtà sportive di operare in sicurezza. Immaginiamo regolarita: corridoi di regate, corsi di vela, gare di canoa e allenamenti che hanno bisogno di corridoi, non di contenziosi. L’evento sportivo che trascina pubblico e turismo richiede una cornice condivisa, non un mosaico di autorizzazioni frastagliate.

La città ha davanti a sé una scelta: riconquistare il mare come spazio pubblico e competitivo, non come luogo di sfruttamento informale. Le recenti attività di sequestro, denunce e contenziosi mostrano la necessità di una governance marina integrata che renda lo spazio mare sicuro e accessibile agli eventi sportivi. Questo implica una regia che metta insieme urbanistica, tutela ambientale, autorità portuale e organismi sportivi, per definire percorsi, limiti di uso, tempi di utilizzazione e standard di sicurezza.

Vivi Napoli sa riconoscere dove finisce il disagio e dove comincia la sfida: trasformare un problema in opportunità. La domanda non è se Napoli deve avere gare e momenti di incontro sul mare, ma se è pronta a governarli senza lasciare che qualcuno aggiri le regole. Se la governance si metterà al tavolo, il mare napoletano potrà tornare a essere palestra, scena e pubblico, non solo sfondo di una cronaca quotidiana.

Fatti aggiornati: le indagini hanno portato al sequestro di due grotte naturali a Posillipo trasformate in cantieri nautici abusivi, con circa 200 natanti sequestrati e 8 denunce. L’indagine è estesa a Giugliano in Campania, con altri tre cantieri sequestrati; una delle ditte sequestrate a Giugliano sarebbe collegata a uno dei due cantieri posillipini. Gli atti sono stati trasmessi alle procure competenti (Napoli per Posillipo; Napoli Nord per le altre sedi) per ulteriori verifiche.