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Capodichino 2035 non è solo transito: è la piattaforma di rigenerazione urbana capace di mettere insieme sport, mobilità e opportunità economiche in una cornice di governance partecipativa.

L’obiettivo è trasformare lo scalo in un hub sportivo-turistico, governato con trasparenza, metriche chiare e rendicontazione pubblica, con un organismo misto pubblico-privato e un consiglio partecipativo.

Interventi concreti includono palestre rinnovate, campi multifunzionali, spazi per atleti emergenti e navette dedicate per collegare l’area portuale. Il progetto prevede una governance con KPI pubblici consultabili da chiunque, rendicontazione pubblica, incontri aperti e controllo di impatto su occupazione, mobilità e utilizzo degli spazi comuni.

La narrazione non è una Disneyland sportiva: è una piattaforma utile per spazi di allenamento accessibili, festival sportivi diffusi e opportunità di lavoro nelle imprese locali, inserita in una visione di rigenerazione condivisa di Napoli.

Gli sviluppi recenti indicano che Capodichino 2035 è al centro di dibattiti politici e di bozze di piano/masterplan presentate in Regione Campania; il coinvolgimento della cittadinanza è stato al centro delle critiche PD (Fanpage, Ottobre 2026). Secondo le cronache, il masterplan non è stato ancora formalmente discusso in Consiglio comunale; tuttavia si procede con una governance partecipativa e con la definizione di budget e quadro normativo.

Contesto: Capodichino 2035 si presenta come hub sportivo e nodo di mobilità integrata, in linea con Napoli Capitale dello Sport 2026 e con i riassetti degli impianti sportivi della città, come riportato da Cronaca di Napoli e Repubblica Napoli nel 2026.

Vivi Napoli invita i lettori a chiedere trasparenza, partecipazione e un piano che renda visibili ogni indicatore: cosa si fa, quanto costa e quali effetti ha sul quartiere, sul commercio e sull’immagine della città.